Comuni

I comuni interassati dal nostro evento

Comune di Santo Stefano Belbo

Rinnoviamo con entusiasmo la collaborazione con 991 Racing che quest’anno organizza la diciassettesima edizione del Rally del Moscato.
Una manifestazione che ogni anno impegna un territorio molto vasto e tocca diversi comuni per una due giorni all’insegna dello sport, dei motori, dell’agonismo e della competizione.
Il territorio di Santo Stefano Belbo, che si appresta ad ospitare la gara che quest’anno riserverà numerose novità interessanti, si sviluppa ai margini delle Langhe,
in un’area in gran parte collinosa costituita da marne calcaree ed arenarie, eccezion fatta per la piana alluvionale formata dal torrente Belbo. Santo Stefano è un mondo
che conduce immancabilmente al suo passato storico, che si perde agli inizi dell’anno mille, così come la storia più recente, quella raccontata anche da Cesare
Pavese, illustre scrittore del novecento che nacque a Santo Stefano Belbo il 9 settembre 1908. La zona di Santo Stefano Belbo è ricca di suggestivi panorami,
essendo un luogo prettamente collinare: la Valle Belbo da una parte e le Alpi dall’altra fanno da coreografia ad uno dei luoghi più suggestivi del territorio.
La maggior parte delle attività economiche di S. Stefano Belbo ruota intorno alle produzioni vitivinicole (soprattutto di Moscato d'Asti e Asti Spumante D.O.C.G.).
La principale risorsa del paese e dei dintorni è la coltivazione della vite, in particolare del pregiatissimo moscato. L'uva cresce in collina su un terreno la cui
conformazione geologica e l'esposizione favoriscono la maturazione dei grappoli e l'acquisizione delle tipiche proprietà organolettiche. Il pregiato vino Moscato d'Asti
viene considerato un vanto nell'enologia piemontese.Il suo aroma ed il suo sapore inconfondibili lo rendono particolarmente indicato per rinfreschi e dolci.
Questa realtà ha anche favorito tutta una serie di attività enomeccaniche indotte: ricordiamo, tra le tante, il primato santostefanese nel mondo per la costruzione di
macchine per il lavaggio e l'asciugatura di bottiglie piene e le macchine per l'irrorazione del solfato di rame.
Attività dell'artigianato e della piccola industria, legate all'enologia ed alla lavorazione della nocciola "Tonda Gentile" oltre ad una accentuata vivacità
commerciale, completano il quadro.
Nel concentrico operano le principali istituzioni amministrative e culturali. Nella piazza Umberto I si tiene, da oltre tre secoli, l'affollato mercato settimanale che
richiama acquirenti da tutti i dintorni.

“Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra
c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

Usa queste parole, Cesare Pavese nella sua Luna e i falò, per descrivere Santo Stefano Belbo,
un luogo dove si trova e si scopre qualcosa di proprio e personale, qualcosa di intimo e unico, qualcosa di immortale. È il senso forte di appartenenza ad un luogo,
un territorio, che ognuno di noi sviluppa con il proprio paese di origine. Visitare Santo Stefano Belbo attraverso le opere dello scrittore significa entrare in contatto
con una parte di sé intima e accogliente, significa scoprire un paese che, grazie alle opere di Pavese, diventa esclusivo e immortale, significa vivere un’esperienza
unica e vivibile solamente a Santo Stefano Belbo, sotto alla collina di Moncucco, all’ombra delle vicende e delle storie della Luna e i falò.

Luigi Genesio Icardi
Sindaco di Santo Stefano Belbo

www.santostefanobelbo.it

Comune di Camo

IL PAESE DELLE STELLE (Elogio di un paese di Langa)

C'è un paese nelle Langhe che è il Paese delle Stelle. Si chiama Camo e si trova sul dorsale di una collina. Ha un “bric” che lo sovrasta: pare che stia lì a fare da belvedere. Infatti da lassù si posono scorgere, a 360°, un magnifico panorama di vigne e di boschi, di nubi e di stelle, l’inquietante arrivo dei temporali o si può sfidare la sferza dei forti venti delle mezze stagioni.
A Camo la notte è magica. Tutti possono ammirare con meraviglia ed incanto il cielo stellato per come appare: è di incomparabile bellezza.
Il pianeta Venere si presenta all’inizio ed alla fine del giorno e, se pur per poco, convive con la luce diurna. Verso Mango, diciamo noi, Venere ci appare come la Stella della Sera. Essa, a poco a poco, vince il chiarore del giorno in attesa che, col buio della notte, brillino in cielo tutte le altre stelle. Verso Canelli, all’alba, si può osservare altrettanto distintamente Venere che, come Stella del Mattino, man mano si scolora e, sopraffatta dalla luce del giorno, scompare insieme ad uno spicchio di luna (quando c’è…).

Cesare Pavese cita Camo in alcune opere, ma sempre come tappa di un itinerario verso l’altrove. Mai nessuno dei suoi personaggi vi è nato, nè vi ha soggiornato.
Lasciatemi citare un suo verso. Il Poeta non si commuove davanti alla bellezza della Stella del Mattino. Dice che è verdognola e, con un bellissimo verso, la vede “sorpresa dall’alba”: “Pende stanca nel cielo/ una stella verdognola/ sorpresa dall’alba” Non ne ne percepisce l’incanto. Diventa anch’essa lo specchio del suo difficile, amaro “mestiere di vivere.

Prima che gli alberi attorno alla mia casa crescessero a dismisura, potevo vedere da camera mia la Stella Polare, un viatico verso un sonno tranquillo.

Di notte ci sono altre luci, quelle che illuminano dall’esterno il presbiterio della chiesa in modo che, in un gioco di luci ed ombre nette, si sveli la sua bella architettura neo-romanica così rigorosa e ben definita.
Sulle pareti interne del presbiterio sono affrescati i quattro Evangelisti e San Pietro. Raffigurati attorno all’altare, sembrano sovrintendere alle Sacre Funzioni. Durante la giornata la luce del sole a tratti li ravviva, scoprendone più compiutamente la grande figura e la loro postura ieratica, riferimento quest’ultima all’arte figurativa del periodo in cui gli affreschi furono dipinti (1942).
(Qui permettetemi un richiamo ad un momento della pittura di Felice Casorati (1883 – 1963). Egli scrisse: “Vorrei sapere proclamare la dolcezza di fissare sulla tela le cose immobili e mute, gli sguardi lunghi, i pensieri profondi e limpidi...”
Due brevi note: all’inizio di via S. Stefano Belbo, dinnanzi al portone del palazzo al n. 2 si può ammirare la bellissima ringhiera “liberty” della scalinata che porta all’ingresso principale e, in via Circonvallazione, al n. 16, c’è un valido esempio di quella architettura eclettica tipica degli anni del primo ‘900. E’ un edificio monofamiliare, che, recentemente ristrutturato con molta cura, ha mantenuto intatte tutte le caratteristiche architettoniche iniziali.
Camo è meno conosciuto di altri paesi dei dintorni: è come un piccolo fiore, un po’ defilato fra tanti altri, ma per questo non è meno suggestivo ed interessante.
Lo so, chi legge obietterà che le stesse stelle si possono ammirare nel cielo sopra ogni paese delle Langhe, ma credetemi, quelle sopra Camo sono assai più splendenti e più soffuse di mistero… Se salirete sul “bric” in una notte senza luna ve ne renderete conto.
Il mio invito è quello di consultare un piccolo, pregevole ed esauriente testo della dott.sa Ilaria Saffirio dal titolo “Camo, la semplicità DOC” edito nel 2007 a cura del Comune e della PRO LOCO- Potrà illustrare molti altri aspetti e molte vicende, anche di tempi lontani, che riguardano questo paese.
Carla Mangini
Genova, settembre 2014

Comune di Cossano Belbo

Il paese di Cossano Belbo è situato nella ridente Valle Belbo nel punto in cui la stessa Valle si restringe incuneandosi tra le bellissime colline che lo sovrastano. Situato sopra un roccione  sulla cui parte

bassa va a sbattere il Torrente Belbo (da qui il nome dal latino COX SANUM, forte roccia, ma anche COS, ovvero cozzare ), il paese ha visto un’ alternanza di proprietari feudali tra cui spiccano i Signori dei Busca ,

proprietari del Castello che si ergeva  nella parte più alta del paese, del quale,  dopo la sua quasi totale distruzione,  si possono scorgere i resti delle mura. Ai piedi di una torre dell'antico maniero è possibile ammirare un pozzo profondo oltre 25 metri,  opera appena restaurata, dove al suo interno è ancora presente il dispositivo di sollevamento acqua . Il pozzo è visibile nella sua

mirabile realizzazione soprattutto al buio dove un potente faro ne consente la visione fino alla sua profondità, illuminando la bellissima geometria di pietre disposte in cerchio con una rara maestria dei

costruttori del tempo. Cossano è attorniato da 5 colline  sulla cui vetta spiccano altrettante chiesette campestri, tutte da poco restaurate e tutte gestite dai borghigiani locali. Tra queste ,il Santuario

della Madonna della Rovere,  facilmente raggiungibile a piedi a 2 km dal concentrico, dove si narra si trovasse una celebre pianta di Rovere dai cui rami sgorgava olio santo. Dalla "BIG FAMILY", recente installazione di 3 giganti sedie piemontesi in prossimità del santuario, si può godere di un'ampia veduta sulle colline circostanti e una porzione di Valle Belbo. A circa

1,5 Km dal concentrico si trova l'antico percorso naturalistico della Scala Santa. Lungo il tragitto ci si imbatte in una serie di oltre 170 scalini, incastonati nella

roccia che nel passato permettevano agli abitanti a monte di raggiungere facilmente il paese a valle. Il percorso parte dalla Chiesetta campestre di S. Libera per raggiungere con una passeggiata di circa 1 ora l’altra

Chiesetta di S.Bovo, situata su un cucuzzolo, da dove è possibile ammirare le splendide colline di Langa e dietro l’arco alpino. Sul percorso è possibile visitare il Crutin ed Bastian , una grotta

scavata nel tufo, utilizzato nel passato per la conservazione di alimenti deperibili e per nascondere le armi dei Partigiani nel periodo della Resistenza.  Il paesaggio è distinto in due scenari: a valle le colline sono ricoperte di vigneti di Moscato d’Asti, Dolcetto e Furmentin (esclusivo prodotto della Cantina Sociale, vino bianco secco leggermente frizzante da qui la sua  denominazione ). Nella parte più a monte, rivolta verso l’Alta Langa, i vigneti si alternano noccioleti di varietà Tonda Gentile delle Langhe da cui nasce l'ottima Nocciola Piemonte, ingrediente principe di molti dolci delle pasticcerie locali. Tali colture si alternano poi, a boschi secolari e

campi coltivati a frumento e mais, da cui si ottengono le famose farine del Mulino Marino, un mulino che utilizza la Pietra Naturale per la macinatura. Cossano Belbo è conosciuto per l’ottima enogastronomia e l’accoglienza. I suoi ristoranti, agriturismi, bed and breakfast e case vacanze accolgono turisti tutti i mesi dell'anno. Le eccellenze delle cantine di vinificazione raggiungono ogni angolo di mondo ed infine l'oro rosso, la pregiata carne di bovino Piemontese viene lavorata dall'intraprendente Cooperativa Carni Vallebelbo. SalamIN, raviole al plIN, tajarIN, furmentIN, trifulIN e molte altre produzioni danno il nome e vengono messe in vetrina nella ormai famosa Sagra degli IN che si svolge ogni anno il terzo Weekend di Maggio.

La grande vocazione rallystica del paese di Cossano Belbo si manifestava già dagli anni '70 ospitando le partenze di alcune edizioni del Rally di Sanremo ed attraversato dalla 100.000 Trabucchi e si conferma oggi giorno con la collaborazione nel Rally del Moscato, importante vetrina del territorio nel mondo dei motori

www.comune.cossanobelbo.cn.it

Moscato Rally – Rally delle Langhe